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Articolo di Laura Damiola su Dazebaonews dedicato alla Mostra Sogno Quindi Sono 2.0

“Il sogno é la lente attraverso la quale osserviamo la nostra anima”
Erik Fromm

I Sogni si muovono e noi con essi, Maria Cristina Eidel  é alla  continua ricerca di bellezza, armonia, arte. Dopo un anno di successi, l’artista romana con Kostantinos Papaioannou,  Alessandro Arrigo e  gli Amici del Granaio lascia il Granaio di Santa Prassede e atterrano in Via Morgagni 41 al Roma Room Hotel, per conquistare un nuovo quartiere di Roma, Policlinico/Piazza Bologna. Ieri sera l’inaugurazione della Mostra Sogno quindi sono 2.0 nel nuovo spazio espositivo,un luogo la cui missione é  di  essere un incontro speciale di arte e ospitalità, un hotel d’arte, luogo di passaggio per eccellenza, un posto dove poter dialogare.  Qual é il significato di 2.0. il 2.0  ha un  un senso?

“Virtualmente realisti, realisticamente virtuali? Un gioco di parole, oppure una correlazione di concetti antitetici?”

Sognando nella dimensione 2.0, appunto, come la Mostra “Sogno quindi Sono” tenta di ricollegare due piani apparentemente distanti ma, indiscutibilmente interdipendenti.

Se il Sogno spazia nella sfera del virtuale, la sua essenza non può che nascere dalla trascendenza del realmente vissuto e desiderato. Se gli incubi non sono altro che degli “interrogativi rinchiusi nel cassetto della nostra memoria”, la loro interpretazione, costituisce un tentativo di superamento dei confini del nostro immaginario.

La dimensione 2.0 nasce da un processo di ricognizione di un piano virtuale che si sovrappone alla sfera del reale. Un processo che si arricchisse dall’intrinseca coesistenza del aver vissuto e del aver immaginato.

Sogni dunque, come presupposti di evoluzione e interpretazione… Immaginari virtuali come interrogativi angoscianti dell’ignoto. La concezione tecnologica di un punto 2.0 come estensione naturale della interdipendenza di quel che l’Arte rappresenta come linguaggio di segni e intenti.

La mostra raccoglie opere di molti artisti, tra gli atri  Francesco Astiago Garcia, un giovane artista che si é formato in Nepal, Africa, Cina  che persegue un obiettivo chiaro: dare voce alla bellezza e sottolinea “La dignità dell’artista sta nel suo dovere di tenere vivo il senso della meraviglia del mondo. Il mondo non perirà per mancanza di meraviglie, il mondo perirà per mancanza di meraviglia!”

Alla Mostra anche lo scultore  Antonio Petroni, che con le sue opere recupera aree verdi abbandonate trasformandolo in laboratori d’arte. Lungo il percorso espositivo siamo catturati dalle opere di Angela Bonavita, le sue sculture, modellate attorno ad un’anima saldata in ferro, antiche figure aliene senza volto e dal corpo accarezzato da tatuaggi colorati, cercano di condensare in un movimento o in un gesto gli stati d’animo, che la scultrice ha  attraversato e le storie che hanno lasciato una traccia dentro di lei.

Alle figure aliene, si sono affiancate via, via altre creature, Gechi, giraffe, aironi, che hanno popolato il mio mondo e dato forma a ciò che il tempo portava con sé.  Negli ultimi anni, catturata dal fascino poetico e dalla potenza scultorea dei frammenti di elementi naturali erosi dalle onde e sopravvissuti alle tempeste, scoperti in anni di lunghe passeggiate sulle rive del mare, ho realizzato “Venuti dal mare”, ha detto la Bonavita una raccolta di sculture ottenute cucendo e ricomponendo su tela e compensato frammenti di pietre, vetri, legni, conchiglie ed ossa levigate dal mare che spazia tra il realismo e l’espressionismo facendo emergere le nostre memorie emozionali.

Il sogno é il tema dominante della mostra, nell’interessante foto di  Kostantinos  Papaioannou, intravediamo che il sogno é l ‘altro possibile, ciò che si intuisce, si intravede, ciò che non ha ancora preso forma ed é dunque allo stato, una scelta da vagliare. Il sogno ci conduce ai piedi della scala celeste dove possiamo circoscrivere l’orizzonte di vita possibile. Il sogno é la sua incubatrice. Volare è forse il sogno più comune al mondo. Anche Freud lo include nei sogni ‘tipici’. La sensazione di volare nel sogno genera spesso lo stupore di saper fare una cosa tanto incredibile sentendo un profondo senso di benessere, libertà, gioia. Si sogna di volare in mongolfiera, in aereo, in paracadute ma l’emozione più bella si prova quando si riesce a volare come un uccello e le braccia diventano ali. L’artista  Alessandro Arrigo ha inserito in molti suoi lavori  che possiamo ammirare alla mostra il volo, come costante per descrivere la sensazione di libertà, dove il sollevarsi da terra rappresenta la possibilità di esplorare il mondo in modo totalmente libero e autonomo. In Volo é una raccolta di illustrazioni e disegni che prendono ispirazione  dalle cose che fanno volare senza vincoli o limiti come la serie di aquerelli ispirati ad album musicali Animals dei Pink Floyd, Horses di Patti Smith o Help dei Beatles dove si può volare come dei novelli Aladino tenendosi ben saldi al simbolo piuttosto che sopra un tappeto volante. La musica così diventa il modo per evadere e allontanarsi verso l’alto. Il volo è anche superamento di difficoltà, ostacoli, paure come per l’ illustrazione realizzata per “Il Donatore” di Andrea Pugliese edizioni araba Fenice, dove due Denti di Leone si trasformano in un volo di uccelli.

La mostra é aperta al pubblico al Roma Room Hotel in Via Morgagni 46 fino al 30 aprile 2016.

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