Qualche riflessione riguardo alla Mostra “Sogno quindi Sono 2.0”

“Virtualmente realisti, realisticamente virtuali?

Un gioco di parole, oppure una correlazione di concetti antitetici? Sognando nella dimensione 2.0, appunto, come la Mostra “Sogno quindi Sono 2.0” in corso a Roma Room Hotel, tenta di ricollegare due piani apparentemente distanti ma, indiscutibilmente interdipendenti .

Se il Sogno spazia nella sfera del virtuale, la sua essenza non può che nascere dalla trascendenza del realmente vissuto e desiderato. Se gli incubi non sono altro che degli “interrogativi rinchiusi nel cassetto della nostra memoria”, la loro interpretazione, costituisce un tentativo di superamento dei confini del nostro immaginario.

La dimensione 2.0 nasce da un processo di ricognizione di un piano virtuale che si sovrappone alla sfera del reale. Un processo che si arricchisse dall’intrinseca coesistenza del aver vissuto e del aver immaginato.

Sogni dunque, come presupposti di evoluzione e interpretazione… Immaginari virtuali come interrogativi angoscianti dell’ignoto. La concezione tecnologica di un punto 2.0 come estensione naturale della interdipendenza di quel che l’Arte rappresenta come linguaggio di segni e intenti…

Sognando ci si riscopre.
Sognando, si intraprende un camino tortuoso che attraversa il desiderio di ricollocarsi tra il reale e il virtuale. Sognando si sale “nelle scalinate” della riscoperta di mondi capaci di stupirci.
Si percorre così una Mostra che si sviluppa in piani apparentemente distanti ma così vicini e spesso inediti.

Si tenta solo di rispondere; Quindi Siamo?

Kostas Papaioannou

Fotografo e giornalista. Ha collaborato con vari quotidiani greci come corrispondente da Roma. Come fotografo si è specializzato nell’immagine in bianco e nero e oggi lavora per varie agenzie nel campo della fotografia editoriale.

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