Il giardino segreto, riflessioni di Cristina Eidel

Vedere un mondo in un granello di sabbia e un paradiso in un fiore selvatico, tenere l’infinito nel palmo della mano e l’eternità in un’ora.

William Blake

Il giardino nasce al confine tra cultura e natura e si sviluppa con differenti tensioni ideali e mistiche di epoca in epoca e di civiltà in civiltà. Ambiente pensato a misura d’uomo, nel quale sentimento e pensiero trovano la loro espressione, il giardino è arte concettuale. Il giardino come artefatto, progettato dall’uomo per l’uomo, pari ad ogni forma d’arte non è volto a un semplice compiacimento dei sensi e appagamento estetico, ma pensato come luogo di creatività, ricettività e riflessione critica della condizione umana, dei suoi desideri e delle sue paure. Locus amoenus, ossia lo spazio che non è circoscritto da mura (a- moenus, senza mura, dal latino), esso si può anche avvicinare da un’immagine che gli è esattamente opposta: un luogo che è rigorosamente chiuso (hortus conclusus) e segreto.

Questo paradosso che oppone l’idea del luogo confinato all’idea dell’aperto, che non possiede mura diviene l’immagine simbolica di una delle aspirazioni più profonde dell’uomo: il desiderio di conciliare la consapevolezza del limite con la libertà, il finito con l’infinito, la semplicità con la complessità, l’ordine e il caos per indicare solo alcune coppie di antipodi. L’essere sospeso tra due momenti significativi, l’entrata e l’uscita, fa emergere lo spazio con i passi che lo percorrono, trasformando la sua chiusura in apertura di infiniti mondi interiori. E’ la linea di confine, che interseca natura e cultura, socialità ed intimità, mito e pratica, gioventù ed età adulta a mettere in relazione le parti, che divide. In questa visione del giardino come intermezzo, simile ad una pausa tra le note o un intercalare della voce l’uomo scopre un momento di semplice presenza, di silenzio e solitudine che nella sublime bellezza riflette tuttavia una grande fragilità. Il giardino diviene un luogo di pace e sosta, nel quale ormeggiamo per un attimo la nave del tempo.

Qui, in questo porto di quiete, luogo di passaggio e anello di congiunzione tra la partenza e il ritorno ad Itaca, termina il suo lungo peregrinare Ulisse. “E ben disposte aiuole vicino all’estremo filare crescono, e danno perenne fulgore di fior d’ogni specie. E sgorgan due fontane, che l’una per tutto il giardino spandesi, e l’altra corre traverso il cortile alla soglia sino all’eccelsa casa. Quivi fermatosi, Ulisse tenace divino, ammirava. E poi che d’ammirare tutta ebbe saziata la brama, rapidamente varcò la soglia, ed entrò nella casa.”  VII libro dell’Odissea

Cristina Eidel

11 e 12 Maggio 2019 mostra di Cristina Eidel col titolo “Il Giardino Segreto” nell’ambito di Open House Roma.

Organizzata dallo spazio di Esthia, in via San Francesco di Sales 1c, nel cuore di Trastevere.

dalle 10.00 alle 19.00

Sabato dalle 18.00 alle 20.00 DJset + drink
Domenica chiacchierata con l’artista