Orologi d’Autore realizzati dall’Atelier del Granaio – Qi

DELLA NATURA DI UN TEMPO SPECIALE

KAIROS

Cos’è il tempo nella vita di un’uomo? Quale è il suo tempo di vita? Le sequenze scandite, il rintocco di un’orologio, che modula lo spazio nato dall’improvviso silenzio di un istante, assoggettandolo e proseguendo incessante nel suo percorso inarrestabile? Il suono di un’orologio, familiare al nostro orecchio, che scandisce le ore della giornata e ci ricorda cosa fare? E’ perenne interrogativa la natura del tempo, un frammento, il continuo ed è tutto ciò che rimane e tutto ciò che scompare. E’ la nostra memoria che lo costituisce e la memoria degli altri, i nostri racconti e i loro racconti di noi e dell’altro? E’ tutto quel che è importante, insostituibile e rilevante, finché è legato da parole che lo strappano all’oblio? E’ dialogante la natura del tempo, mai a se stante ed è il tu e l’indice che lo anima per la vita dell’uomo. E’ tutto e nulla, uno e tanti, di ciascuno e degli altri, un’insieme e una parte, divisibile all’infinito, ma anche universale o forse è più semplicemente l’immagine di un orologgio, che ci ricorda, che qualcosa è stato? E dall’istante stesso, che ha segnato il tempo è divenuto icona del tempo e di quella sua natura paradossale, che tutto muta e trasforma rimanendo sempre a se uguale? Dovremmo essere semplicemente attenti al piano temporale sul quale ci moviamo, dunque? E’ il tempo, il più piccolo, insignificante momento, umile e grande maestro e amico a farci comprendere, che nulla è semplice quando si parla della vita e dell’uomo, che tutto evolve e ogni ordine, benché non necessariamente temporaneo, contiene in se altri ordini e la natura di altre cose. E’ il tempo del vissuto, un tempo speciale, che è sempre, anche quando alla nostra vista scompare e sono proprio gli orologgi a ricordarcelo. E’ quel mio vissuto, quel tuo vissuto e il nostro a racchiudere la passione e compassione per la vita e la risposta a quel grande mistero, come possa essere eterno ciò che scompare nell’istante stesso di essere nato. Eppure è stato.

RIFLESSIONI

KAIROS E KRONOS

QUALITA’ E QUANTITA’ DEL TEMPO

A Traù (l’antica Tragurium romana), Croazia, nel convento delle suore benedettine, c’era uno straordinario bassorilievo che rappresentava il Kairos dal III secolo a.C., vi era raffigurato un giovane nudo, che correva. Il bassorilievo ora si trova al Museo Municipale di Traù. Secondo i greci antichi, Kairos era il dio del “momento passeggero”(una divinità semi-sconosciuta), di “un’opportunità favorevole che opponeva il fato all’uomo”. Il momento deve essere afferrato (dal ciuffo di capelli sulla fronte della figura fuggente); altrimenti il momento è andato e non può essere ri-catturato (ciò è indicato dalla parte posteriore della testa che è calva.) Una statua di bronzo conosciuta in letteratura, fatta dal famoso scultore greco Lisippo da Sikyon, fu probabilmente un modello per il bassorilievo. Kairos è descritto nei versi del poeta Posidippo. La statua allegorica originale di bronzo fatta da Lisippo era collocata a casa sua, nell’Agora dell’ellenica Sikyon, ed era scolpito sulla statua di Kairos il seguente epigramma di Posidippo:

“Chi era lo scultore e da dove veniva? Da Sikyon. 

Come si chiamava? Lisippo. 

E chi sei tu? Il Tempo che controlla tutte le cose. 

Perché ti mantieni sulla punta dei piedi? Io corro sempre. 

E perché hai un paio di ali sui tuoi piedi? Io volo con il vento. 

E perché hai un rasoio nella mano destra? Come segno per gli uomini che sono più pungente[5] di qualsiasi bordo pungente. 

E perché hai dei capelli davanti al viso? Per colui che mi incontra per prendermi per il ciuffo. 

E perché, in nome del cielo, hai la parte posteriore della testa calva? Perché nessuno che una volta ha corso sui miei piedi alati lo faccia ora, benché si auguri che accada, mi afferra da dietro. 

Perché l’artista ti ha foggiato? Per amor tuo, sconosciuto, e mi mise su nel portico come insegnamento”. 

Cos’è il tempo? Chi saprebbe spiegarlo in forma piana e breve? – si chiede Agostino – Chi saprebbe formarsene anche solo il concetto nella mente, per poi esprimerlo a parole? Eppure, quale parola più familiare e nota del tempo ritorna nelle nostre conversazioni? …
Cos’è dunque il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga, non lo so. Questo però posso dire con fiducia di sapere: senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente… (XI, 14.17).

E. Levinas: “La dialettica del tempo è la dialettica stessa della relazione con gli altri”.

E’ una caratteristica del nostro tempo, che non ha tempo. Possiamo fare sempre più cose in sempre meno tempo, ma lo spazio temporale a nostra disposizione non basta mai. In un’ottica di umanizzazione del tempo, al “non ho tempo” di un’esistenza sempre più frammentata e accelerata, andrebbe sostituito il “ho tempo per te”. Il rapporto con il “Tu” vissuto in gratuità, qualifica il mio tempo e fa in modo che esso diventi prezioso e assuma una dimensione di eternità. La nostra vita è anche il racconto del volto dell’altro, pari al suo racconto del nostro e di tutto ciò che ci è dato.

Le Ore

Il concetto delle ore viene dalla liturgia ed è volto a santificare con la preghiera i passaggi della giornata

Quantità e Qualità del tempo di un uomo

« Il tempo non possiede soltanto una quantità, ma anche una qualità. Oggi però quasi nessuno riesce a farsi un’idea seppur vaga della qualità del tempo. Nei tempi passati avveniva esattamente l’opposto. Allora si considerava in prima istanza la qualità del tempo e si tralasciava piuttosto la sua quantità. La qualità del tempo non ha niente a che vedere con la durata, ma afferma che ogni punto del tempo, o sezione del tempo (può essere un’ora, un secondo o un decennio), possiede una determinata qualità, che consente che emergano solo quei fatti che sono adeguati a questa qualità. Espresso in altri termini, questo significa che in quel determinato momento possono realizzarsi soltanto quei fatti i cui contenuti qualitativi corrispondono alla rispettiva qualità del tempo.»