Il trittico multimediale “Medianica” dopo la Tag Factory e il Macro Testaccio, è stato esposto per l’ultimo volta alla mostra Anagrammi, svoltasi dal 21 al 27 novembre alla galleria “Domus Romana” a Roma. La tripersonale di fotografia e Arte Multimediale a cura di Oriana Picciolini, alla quale l’autore Michele Baruffetty ha partecipato insieme ai fotografi Kostas Papaioannou e Cristina Eidel, ha riconfermato l’idea espositiva dell’autore.  La scelta del QrCode come sistema di fruizione, implica una scelta attiva del visitatore e un conseguente ascolto privato, senza che venga sottoposto passivamente alla proiezione di immagini e suoni. I QrCode verranno ora depositati nei luoghi dove filmati e musiche sono stati creati. L’opera non si limita ad essere una denuncia ambientale o un racconto di esplorazione urbana. Dietro l’apparente abbandono di luoghi, privati della loro originaria identità e funzione, si accede a uno spazio, che solo l’immaginario potrà svelarci.

“Il grande sole che fa impazzire” è stato girato nel manicomio abbandonato di Volterra. Nelle stanza vuote, piene di calcinacci, la presenza dell’uomo è palpabile. L’immobilità del presente è spezzata dalla natura, che si sta riappropriando del luogo.

“La flebile luce della candela”, è girato su una spiaggia di Fiumicino. Il protagonista è un macchinario gigantesco ora abbandonato, uno dei tanti ecomostri, ereditati da una politica di abuso edilizio. Il suo compito di produrre il cemento per un progetto portuale mai terminato, ci ha lasciato un braccio artificiale costruito nel mare e i danni all’ecosistema della costa, che ne sono derivati. Girato al tramonto, che volge alla notte, il filmato vede spegnersi l’ultimo flebile barlume di lucidità umana.

L’ultimo filmato, “Una Ferita nella Terra”, è girato al fosso della Mola, un’insieme di cascate nelle vicinanze di Bracciano. Un tempo vi era un antico mulino, quasi inghiottito ora, dalla natura. Il filmato è circolare, può essere visto dall’inizio alla fine o dalla fine all’inizio. La sequenza si apre e si chiude con una crisalide , simbolo di trasformazione e rinascita. Lo squarcio aperto nella terra dalla cascata rigenera nuova vita.

Baruffetty (Michele Baruffetti)

Transcodifica è la parola chiave del processo creativo di Baruffetty. Si attua traducendo immagini in suoni e  suoni in immagini. La sua ricerca si lega al concetto di esplorazione urbana, di luoghi abbandonati, poco accessibili e dimenticati. Altri capitoli delle sue personali ossessioni riguardano l’improvvisazione sonora legata al concetto dell’istante “qui ed ora”, e l’aspetto medianico della musica, capace di aprire porte su mondi e luoghi considerati ormai morti e dimenticati. Oltre alle composizioni musicali, Michele Barruffety usa la video ripresa come mezzo di espressione. Ha studiato fotografia avanzata e ritrattistica presso Officine fotografiche. Nel 2016 partecipa come direttore della fotografia al film indipendente Un Amore Rubato. Ha fatto l’operatore di camera in diversi videoclip musicali e per alcune pubblicità.

Fine 2017, presso la Tag Factory a Roma partecipa alla performance Composizioni SonoRe con l’artista  Re Barbus, autrice di collage, traducendo in tempo reale in suono le immagini che appaiono sui pezzi di legno, mentre vengono assemblati.

Medianica nasce da piccole improvvisazioni con strumentazione a batteria, fatti in posti casuali di Roma o nei boschi.  Nel 2018, per l’evento della Tag Factory “Transcodifiche”, servendosi di un software, trasforma le foto dei quadri di quattro astrattisti in suoni. Dopo averli inseriti in quattro composizioni, una per artista,  le performa live, davanti alle opere. Medianica, trittico di Arte Multimediale è stato proposto a giugno alla mostra “La bellezza che ferisce”, organizzata dalla Tag Factory, adattando la traccia in una riflessione sulla bellezza ferita, dei luoghi abbandonati. In seguito l’opera è stata esposta usando il QrCode alla Nuvola Creativa Festival delle Arti III edizione, VIRTUS, “La connessione tra reale e virtuale” ad ottobre al Macro Testaccio. “medianica” è stata mostrata l’ultima volta alla tripersonale di fotografia e Arte Multimediale “Anagrammi”, alla quale Michele Baruffetty ha partecipato insieme ai fotografi Kostas Papaioannou e Cristina Eidel.

Per la mostra “La Quinta Essenza” di Alessandro Arrigo e Cristina Eidel a settembre ha eseguito due perfomance musicali di una  composizione scritta per l’esposizione, ispirata dai quadri e dalle lampade esposte.