Il ciclo di camere d’autore “Le ore”, nasce dalla mostra “Sogno, quindi sono”. E’ il giorno con la sua sequenzialità temporale e la linearità della veglia a contrapporsi alla compresenza diffusa di cose, luoghi, tempi e persone generate dal sogno, assenti di uno spazio e tempo determinato. E’ il sogno il luogo nel quale sonno e veglia si abbracciano e si toccano infinto, immenso, eternità e presenza.

La notte è delle stelle. Il buio conosce la luce. Già i greci parlavano delle “Illuminazioni notturne”. Dalla catarsi del sonno/sogno si nasce a nuova vita. E’ l’abbandono alla sovrapposizione di tempi e spazi che rigenera. Il molteplice mostra nuove vie, produce differenti soluzioni, apre la finestra su altri mondi. La vita dell’uomo è come un pendolo che oscilla tra l’essere, il probabile, il possibile e l’improbabile. Non tutto verrà alla luce, a molte cose non è dato che esistano. Se il giorno trasforma la linea temporale della nostra vita in punti che si susseguono progressivamente, la notte rimescola le carte e le diffonde. L’oscurità matura decisioni, esseri, cose, il giorno li partorisce, dandoli alla luce. La notte medita, il giorno agisce. Vi è un tempo per ogni cosa.

ideazione grafica Mariacristina Eidel

L’uomo dunque non si forma tra razionale e irrazionale. Se nella notte nel sogno l’uomo è assorto in esso raggiunge attraverso l’innocenza una coscienza superiore, assente di pregiudizi. Immerso nella compresenza di tutte le cose il pensiero si libera e diviene uno, eterno. Nessun stupore di trovarsi a parlare con altri mondi, a tu per tu con esseri superiore e di poter toccare con mano la tascendenza. Il giorno incanala il pensiero, lo applica e lo esegue. Trascendere è la funzione del sogno ad occhi aperti di giorno, ad occhi chiusi la notte. Il sogno è il luogo del superfluo, ma il superfluo è un bene di prima necessità. Il sogno sogna mondi, cose, esseri migliori e produce, supera nell’eterna bellezza dell’immaginato e del creato il tempo, che tutto seppelisce sotto la sua polvere, in pochi anni o anche in un solo giorno. E’ la magia dell’eterno, infinito, sempre nuovo che desideriamo possedere e che solo raramente tocchiamo trasgredendo ogni limite umano. Sbriciolando pregiudizi e tabù si entra nel regno incantato delle visioni in cui solo l’infanzia ha accesso, ma senza la quale non matura, ne cresce. L’idea precede il fare, come l’agire l’avere. Il sogno intuisce, ciò che il giorno conquista. Le distinzioni fatte con il bisturi, male si applicano alla vita. Se l’uomo dunque è la somma di sonno e veglia, esso è la sintesi di giorno e notte.

ideazione grafica Mariacristina Eidel

Alla fonte di tutto quello che è creato, bello e utile vi è un uomo e il suo sogno. La notte degli uomini, i loro sogni.

Quale è il luogo nel quale appaiono gli incubi la notte? Quale il lasso di tempo nel quale pessa erde il suo stato privileggiato di innocenza, sacralità e pace amena? Forse gli incubi e i sogni ingannevoli, si annidano nelle pieghe delle dormi veglie agitate, dove le attaviche paure nate sin dal preludio dei giorni coscienti dell’uomo si trasformano in terrore. E’ la notte diffusa ad amplificarli ed estenderli a dismisura. Così come rende più splendente il bene, così disegna e accresce il terrore del male, lasciando nell’uomo sgomento e spavento. E’ l’incubo il luogo, dove il giorno tocca la notte e riporta alla coscienza quanto si era perso nel sonno riparatore e conciliante, la rabbia e il dolore. Se l’uomo non conoscesse momenti tali da poter credere nel possibile, non potrebbe assolvere al suo compito innato in quello stato promiscuo che circoscrive la sua vita: di creare e costruire, come se fosse per sempre, ben cosciente, che non è più di un istante quel che gli è dato.

«Cogito Ergo Sum» (Penso, quindi esisto), la massima coniata dal filosofo e fondatore del pensiero moderno, René Descartes, potrebbe essere leggitimamente cambiata in «Somnio Ergo Sum»(Sogno, quindi sono). Se al principio della creazione vi è la parola, essa si forma dall’intuizione. E’ la visione che precede l’opera e dunque il sogno l’accadere. L’uomini dunque sono i loro sogni.


Ideazioni, illustrazioni e progetto grafico: Mariacristina Eidel e Alessandro Arrigo
Realizzazione AS costruzioni di Spadot Gianluca – Le nuove lampade sono realizzate in concrezione con Armonie d’Arredo, montaggio pannelli decorativi Mascia Bambi Ciarrocchi.