Anagrammi, Mostra Fotografica e di Arte Multimediale

Eudaimonia Event
presenta

Michele Baruffetty, Cristina Eidel, Kostas Papaioannou

ANAGRAMMI
Mostra Fotografica e di Arte Multimediale

a cura di Oriana Picciolini

mercoledì 21 novembre – lunedì 26 novembre 2018
ore 15.00-22.00
Opening: mercoledì 21 novembre ore 18,30

Domus Romana Via Delle Quattro Fontane 113 Roma

L’arte come un anagramma ricompone frammenti dati con un nuovo ordine, proiettando l’osservatore oltre la soglia mentale del quotidiano verso lo spazio immaginario.
I lavori di Michele Barruffety, Cristina Eidel e Kostas Papaioannou invitano, ognuno con il suo proprio linguaggio espressivo, a una riflessione sul significato di abbandono, assenza e incuria di luoghi. Le immagini non sono semplicemente commemorative. Il frammento catturato ha una vita propria, che ci invita a rileggerlo, per scoprirne nuovi significati. Ci sono tante riflessioni in questa mostra, molti spunti e un invito alla curiosità.

L’orologio della mensa, rimasto fermo a mezzogiorno e un quarto del 1977, ultimo giorno di lavoro nelle antiche miniere di Lavrion in Attica, è una delle fotografie esposte da Kostas Papaioannou, che riflette la vulnerabilità dell’essere. Fabbriche, ormai reperti archeologici, ma anche le odierne periferie di Roma, nelle stampe in Bianco e Nero del giornalista e fotografo greco, diventano frammenti narrativi, sospesi tra un passato e un futuro imponderabile, tra realtà e immaginazione. I luoghi ritratti ci rivelano un’inaspettata bellezza, segnata dalle persone, che vi hanno vissuto, transitato e lavorato, lasciandoci traccia della loro identità.

Medianica è un’opera composta da tre filmati multimediali. Realizzata da Michele Baruffetty, i video sono accessibili al visitatore attraverso un ascolto privato, il QrCode. Le cuffie e il telefono/tablet isolano lo spettatore nello spazio espositivo, e lo invitano a porsi su un altro piano. Il trittico è stato proposto a giugno di quest’anno alla mostra “La bellezza che ferisce”, organizzata dalla Tag Factory a Roma, adattando la traccia in una riflessione sulla bellezza ferita dei luoghi abbandonati. Esposta alla Nuvola Creativa Festival delle Arti, VIRTUS, ad ottobre al Macro Testaccio, l’opera per volere dell’artista sarà visibile per l’ultima volta in occasione di questa mostra. Medianico è più di una esplorazione urbana o di una denuncia ambientalista. Le musiche sono state registrate sui posti insieme ai filmati, cercando di convertire le immagini in suoni e i suoni in immagini. Lo spazio reale così trasposto diviene un luogo immaginario. I paesaggi si estendono oltre l’inquadratura e suggeriscono altri spazi, accennati e non descritti, che possono esser costruiti o ricostruiti dall’osservatore.

Cristina Eidel, grafica e fotografa, con il suo ciclo di fotografie in Bianco e Nero “Object Trouvé” racconta un luogo non luogo. Il Granaio di Santa Prassede, magazzino del grano nell’Ottocento, si è visto trasformare in abitazioni prima, in albergo poi. Il suo fascino austero è ripreso attraverso una sequenza di dettagli fotografici, che non rappresentano, ma fanno solamente intuire l’edificio nel suo insieme. Frammenti temporali minori, sono sinonimi del non colto, dell’indefinito, e dell’inespresso fotografico di cui paradossalmente lo scatto si è appropriato.
Ogni immagine è unica e assoluta e al tempo stesso parte di un’insieme, che si può scomporre e ricomporre, come le lettere in un anagramma.

Baruffetty (Michele Baruffetti)

Transcodifica è la parola chiave del processo creativo di Baruffetty. Si attua traducendo immagini in suoni e suoni in immagini. L’elettronica e i campionamenti, gli incastri ritmici e le atmosfere che si dilatano ove necessario, sono sovente la sua concretizzazione. Altri capitoli delle sue personali ossessioni riguardano l’improvvisazione sonora legata al concetto dell’istante “qui ed ora”, e l’aspetto medianico della musica, capace di aprire porte su mondi e luoghi considerati ormai morti e dimenticati. Oltre alle composizioni musicali, Michele Barruffety usa la video ripresa come mezzo di espressione. Ha studiato fotografia avanzata e ritrattistica presso Officine fotografiche. Nel 2016 partecipa come direttore della fotografia al film indipendente Un Amore Rubato. Ha fatto l’operatore di camera in diversi videoclip musicali e per alcune pubblicità.
Fine 2017, presso la Tag Factory a Roma partecipa alla performance Composizioni SonoRe con l’artista Re Barbus, autrice di collage, traducendo in tempo reale in suono le immagini che appaiono sui pezzi di legno, mentre vengono assemblati.
Medianica nasce da piccole improvvisazioni con strumentazione a batteria, fatti in posti casuali di Roma o nei boschi. Nel 2018, per l’evento della Tag Factory “Transcodifiche”, servendosi di un software, trasforma le foto dei quadri di quattro astrattisti in suoni. Dopo averli inseriti in quattro composizioni, una per artista, le performa live, davanti alle opere. Medianica, trittico di Arte Multimediale è stato proposto a giugno alla mostra “La bellezza che ferisce”, organizzata dalla Tag Factory, adattando la traccia in una riflessione sulla bellezza ferita, dei luoghi abbandonati. In seguito l’opera è stata esposta usando il QrCode alla Nuvola Creativa Festival delle Arti III edizione, VIRTUS, “La connessione tra reale e virtuale” ad ottobre al Macro Testaccio.
Per la mostra “La Quinta Essenza” di Alessandro Arrigo e Cristina Eidel a settembre ha eseguito due perfomance musicali di una composizione scritta per l’esposizione, ispirata dai quadri e dalle lampade esposte.

Kostas Papaioannou

Giornalista e fotografo (nato ad Atene Grecia 1961)
Corrispondente per varie testate giornalistiche greche da Roma. Da sempre appassionato di fotografia in bianco e nero e procedimento di stampa. Ha collaborato con l’Istituto Archeologico Germanico ad un progetto per la documentazione e valorizzazione del archivio fotografico storico. Si occupa di fotografia editoriale e collabora con varie agenzie del settore.

E’ uno dei fondatori dell’Atelier del Granaio. Per il Granaio cura la fotografia e la comunicazione web. Ama parlare di se come “Artigiano della fotografia”. Le fotografie esposte alla mostra sono state da lui stampate in camera oscura.

Cristina Eidel

Fotografa, grafica e giornalista (nata a Roma nel 1967) ha scritto come corrispondente da Roma per varie testate giornalistiche tedesche. Nel 2015 fonda insieme ad Alessandro Arrigo e Kostas Papaioannou l’Atelier del Granaio. Il desiderio di trovare spazi, dove dar vita al dialogo e incontro tra artisti e tra questi e il pubblico, fa nascere il progetto Art Hotel, che approda per un anno al Granaio di Santa Prassede. Il Granaio diviene un moderno salotto dove organizzare eventi di carattere culturale e creativo. Come curatrice ha realizzato nel 2015 la mostra Fotografica “Le Ragioni dello Sguardo e il Fotografo Fotografato” al Granaio di Santa Prassede e nel 2016 la mostra “Sogno, quindi sono. Il Sogno come luogo di costruzione del Se”, in due edizioni 2016 e 2017. Nel 2017 ha curato la mostra personale di Alessandro Arrigo “inVolo”. Il desiderio di raccontare e creare bellezza attraverso oggetti d’arredamento e rivalutare le art applicate, gli fa scoprire la luce, come nuovo mezzo d’espressione. Nasce il progetto “Qi, disegnare la luce”. Insieme ad Alessandro Arrigo realizza i complementi d’arredo e le lampade di alcuni alberghi e B&B in Italia. Dal 2015 inizia la collaborazione con l’arredatrice Sandra Natalizi di Armonie D’Arredo per lo sviluppo e la realizzazione di lampade e complementi d’arredo. A settembre 2018 le sue lampade sono state esposte alla mostra “La Quintessenza. Dialogo tra Luce e Colore” di Alessandro Arrigo e Cristina Eidel a cura di Oriana Picciolini.

Oriana Picciolini

Si occupa di ideazione e realizzazione di mostre d’arte, pittura, scultura, fotografia, congressi, eventi privati ed aziendali a livello nazionale ed internazionale.
Dirige Eudaimonia Event associazione di promozione artistica che opera nel settore della cultura sostenendo e sviluppando progetti artistici in diversi ambiti disciplinari: arti visive, fotografia, performing e video art, design, food, moda.

selezione.eude@gmail.com
www.eudevent.com

L’allestimento del ciclo “Object Trouvé” è stato realizzato in collaborazione con Sandra Natalizzi – Armonie D’Arredo.