Cristina Eidel nella mostra fotografica e di arte multimediale Anagrammi

Michele Baruffetty, Cristina Eidel, Kostas Papaioannou

ANAGRAMMI
Mostra Fotografica e di Arte Multimediale

a cura di Oriana Picciolini

mercoledì 21 novembre – lunedì 26 novembre 2018
ore 15.00-22.00
Opening: mercoledì 21 novembre ore 18,30

Domus Romana Via Delle Quattro Fontane 113 Roma

 

“Preferisco un graffio, perché è il segno tangibile di una presenza, alla liscia perfezione.”

Cristina Eidel

Il ciclo fotografico in Bianco e Nero “Object Trouvé”, non parla di abbandono o trascuratezza di un luogo. Non si tratta di fotografie denuncia anche se nascono da una riflessione su quel male silenzioso, chiamato anonimato, che lentamente appiattisce le differenze. Le fotografie sono dettate dalla passione per un luogo e dal semplice desiderio di raccontarlo. Il Granaio di Santa Prassede, parte degli edifici civili dell’omonima chiesa e magazzino del grano nell’Ottocento, si è visto trasformare nel tempo in abitazioni prima, in albergo poi. Le fotografie sono state realizzate durante una breve parentesi, nella storia dell’edificio, quando nel 2015 per un anno diventa albergo d’arte. Trasformandolo in punto d’incontro artistico, si reinventa il luogo. Il binomio luogo-nonluogo è significativo per la storia recente del Granaio. Nei luoghi si sosta, nei nonluoghi semplicemente si transita. Altamente rappresentativi della nostra epoca contraddistinta dalla precarietà e dalla circolazione accelerata, i nonluoghi sono spazi dello standard. Pensati per l’utente medio, l’uomo generico senza distinzioni, non per persone, ma per entità anonime, gli individui nei nonluoghi si incrociano senza entrare in relazione. I nonluoghi non hanno un’identità, né storica, né relazionale. Sono sempre e semplicemente attuali. Tentare di descrivere il Granaio si è rivelato difficile non solo fotograficamente. La vita è fatta di sfumature, che sfuggono alla precisione delle descrizioni. Nato come edificio funzionale, il fascino austero dell’edificio, non ha perso questa impronta. Attraverso tutto i cambi di destinazione e ragionamento ha conservato quello, che si può solo descrivere come anima propria.

Non si potrebbe dire di lui, che fosse particolarmente bello, ma imponente nella sua presenza. Raccontarlo, attraverso una sequenza di dettagli fotografici, che non rappresentano, ma fanno solamente intuire l’edificio nel suo insieme, è stata una scelta obbligata. Nessuna veduta d’insieme riusciva a cogliere quel suo sottile fascino, sfuggito alle pieghe del tempo. Frammenti temporali minori questi scatti, rappresentano il non colto, l’indefinito, l’inespresso fotografico di cui paradossalmente il fotogramma si è appropriato. Le immagini mosaico sono sinonimo di un racconto, che fonda le sue radici nel tempo passato e nella sua evoluzione, ma che è forse solo il riflesso, di un’elaborazione “costruita” nel presente. Le immagini possono essere considerate un’opera unica oppure fruite singolarmente. Ognuna è unica e assoluta e al tempo stesso parte di un’insieme, che si può scomporre e ricomporre, come le lettere in un anagramma. “Object Trouvé” è il racconto personale di una passione. Ci insegna, che siamo noi i luoghi e che essi riflettono ciò che vi riponiamo.

L’allestimento del ciclo “Object Trouvé” è stato realizzato in collaborazione con Sandra Natalizzi – Armonie D’Arredo. Ringrazio Sandra del suo prezioso aiuto.

Il ciclo “Object Trouvé” è dedicato ai cofondatori dell’Atelier del Granaio Kostas Papaioannou e Alessandro Arrigo e tutti coloro, che hanno contribuito a costruire un momento speciale.