Il 28 settembre 2019 abbiamo presentato, presso il Macro Asilo di Roma, il progetto poli-artistico bi-culturale “Ti sento! Non essere sordo alle emozioni”, cui seguirà una mostra collettiva che si terrà all’inizio del 2020 a Roma.

Il tema del silenzio e della mancanza di suono è stato affrontato da tutti gli artisti coinvolti, sordi e udenti, da diversi punti di vista e con differenti linguaggi: dal silenzio di Alessandro Arrigo come frammento di un ricordo e percezione di una vibrazione che si propaga nell’aria, al mondo silente e ricco di immagini di Marco Verni; dal silenzio di Cristina Eidel inteso come soglia del non-visibile, che sfugge alla parola e coincide con l’essenziale, ai luoghi di Kostantinos Papaioannou come testimonianze frammentarie di silenzi e suoni; da un silenzio incomprensibile, inspiegabile, indefinibile legato alla spiritualità e alle emozioni  (Gina Scanzani), ad un silenzio accessibile a tutti, raccontato unendo i passi di danza alla LIS e ottenendo un nuovo stile comunicativo e artistico (Ambra Bianchini e The Silent Beat); dal silenzio come ascolto del mondo con l’intento di percepire e acquisire conoscenze (Re Barbus), ad un silenzio che non vuol dire non sentire e che Marco Capellacci associa ad un colore puramente bianco.

L’evento ha reso evidente la sinergia tra il mondo dei sordi e quello degli udenti, interpretando la visione culturale della sordità come modo positivo di affermare il diritto alla comunicazione e la percezione della diversità non come menomazione fisica ma come ricchezza.

Gli obiettivi che ci eravamo prefissati sono stati raggiunti: siamo riusciti a suscitare nel pubblico curiosità e interesse, a far riflettere criticamente sui concetti di silenzio e di ascolto, a sensibilizzare sull’ importanza della LIS, la Lingua dei Segni Italiana, intesa come strumento di autodeterminazione e mezzo per l’esercizio di un imprescindibile diritto di cittadinanza (Vanessa Migliosi, Cristiano Iacoangeli e CREI – Interpreti LIS).

Francesca Masiero